Oliva (Maria) Battisti il 16 aprile 1898 si licenziava dalla scuola e veniva “esonerata dall’ulteriore frequentazione” sulla base dell’articolo 21 della legge 14 maggio 1869, nella scuola popolare di “Perra-Fassa nel Tirolo”. Il "Certificato di licenziamento" lo firma la dirigente, Giuseppina dal Pez, che attesta e conferma che insieme alla condotta morale, pienamente conforme, la ragazzina ha conseguito la valutazione di molto buono in dottrina religiosa, nel “leggere”, così come in grammatica, conti, “scrivere”, canto e “lavori femminili”; buono in ortografia, "comporre", ortografia, storia e canto; in storia naturale e fisica ha raggiunto risultati “mediocri”.

Maria ha conservato la pagella e alcuni quaderni per tutta la sua vita e consegnandoceli a tutti noi (Maria non ha avuto figli o nipoti diretti) ci regala la possibilità di conoscere da vicino la scuola di fine Ottocento in val di Fassa. Sono i quaderni degli ultimi anni di scuola, perlopiù di scrittura, storia e geografia. Alcuni foglietti svolazzanti di matematica e musica, ma poca cosa. Dei lavori manuali (femminili) Maria ha lasciato un imparaticcio a punto croce delizioso ma conservato lontano dai quaderni, che sono arrivati a noi in perfetto stato.

La lingua della scuola era l'italiano, una lingua che in val di Fassa nessuno allora parlava in casa. Si parlava esclusivamente in ladino; in italiano si studiava e si redigevano gli atti ufficiali. Si può dire che si trattava di una chiarissima situazione di diglossia. La pagella è in italiano e in controluce si può osservare la parola “certificato di licenziamento” nelle lingue riconosciute dall’Impero Austro-Ungarico, perché la val di Fassa allora a quel regno apparteneva.

Brevissima storia della scuola nel Regno Austro-ungarico

È Maria Teresa d’Austria nel 1774 che istituisce l’istruzione femminili pubblica. All’articolo 12 dell’Ordinamento, si legge: “Kinder beyderley Geschlechts (…) gehören ohne Ausnahme in die Schule... Li fanciulli d’ambo i sessi sono tenuti di frequentare le scuole e dove il comodo permette di avere delle scuole per le fanciulle, saranno queste istruite anche nel cucire, far calze ed in altri mestieri alla loro condizioni propri; ove poi non ve ne sono di queste scuole separate per le fanciulle anderanno nelle scuole ordinarie, non però assieme con li fanciulli, ma in banchi separati; nel rimanente sono da instruire nel medesimo modo e divisione delle classi come li fanciulli vengono istruiti in un tempo medemo”.

A partire dal 1869 (la legge austro-ungarica menzionata nella pagella) le bambine possono accedere alle classi superiori (prima gli anni obbligatori erano cinque) e dunque vanno a scuola per otto anni, dai sei ai quattordici. Maria aveva esattamente 14 anni nel 1898 quando si licenziò. Ma come la stragrande maggioranza delle ragazze in val di Fassa in quegli anni, non proseguì gli studi. Il Liceo Femminile di Rovereto, che aprirà le porte all’università, viene istituito nel 1900 anche se solo nel 1908 le ragazze hanno l’autorizzazione a sostenere la maturità. La prima Scuola Commerciale nasce a Bolzano nel 1900. Diventare maestra non era previsto per Maria. Dunque, dopo 8 anni di istruzione, la scuola per lei era finita.

Dal quaderno di “Lingua” (anno 1895-96)

Nel quaderno di lingua ci sono perlopiù composizioni e dettati. I temi non sono mai liberi ma partono da una consegna, a volte legata ad approfondimenti grammaticali, altre volte a temi di ordine morale (“Doveri dei figli verso i genitori”) o descrittivi (“Descrivete il cane”, "Descrivete il tavolo"). Le impressioni e i pensieri personali purtroppo non compaiono mai ed è un vero peccato non conoscere il pensiero di Maria.
In una delle poche consegne “aperte”: “Scrivete una lettera di augurio per il primo giorno dell’anno ai vostri genitori”, Maria scrive:

Carissimi genitori,
con queste poche righe vi auguro un felice anno di grazia e vurtuna. Io cometerei un gran erore se non facesi verso coloro che miano dato la vita e nele mie orazioni prego e pregerò sempre che Dio vi conceda lunga vita e felicità Se qualche volta vio disgustato e in fine vichiego la benedizione e mi dichiaro la vostra afezionatissima figlia Maria.
Perra, li 23 dicembre 1896.

L’impronta morale e moralistica è presente in tutte le composizioni. Sembra sia stato un compito quotidiano allora per Maria trovare la morale in tutte le cose.

Una parte consistente del quaderno è dedicata alla vita e alle imprese di Andrea (sic) Hofer. Anche qui sono presenti le qualità morali del nostro:

“Hofer (…) visuto sempre con semplicità nella solitudine dei monti Tirolesi, ignorava il vezzio ed i suo alletamenti, egli perserverò sempre nell’inocente vita campestre quantunque certi spiriti parigini e milanesi cercasero di distrarlo da quela patriarcale abitudine”.

Dal quaderno di “Geografia”

Il frontespizio del quaderno ci informa che a Pera la classe era “unica”, ossia tutte le bambine e i bambini dai 6 ai 14 anni erano riuniti in una sola classe (probabilmente suddivisi per sezione ma la maestra era unica). Si può supporre una classe di circa 30/40 alunni.

Nel quaderno troviamo elementi di geografia generale (“Che cosa significa la parola geografia? Quanti sono gli emisferi? Come si chiama la linea che divide i due emisferi?” e cose così). Una parte è dedicata agli aspetti naturali e politici dell’Europa e una gran parte è dedicata ai diversi aspetti dei “Paesi della corona ungarica…”:

… Lo stema dell’Impero è un Aquila nera con due teste in capo d’oro la quale porta sul petto gli stemi dei singoli domini della corona. Lo stema della casa regnante e una fascia oblicua di argento in campo rosso ei colori dell’impero sono il gialo ed il nero è queli della casa D’Austria il bianco e argento ed il roso. Il motto del presente Imperatore Viribus-unitis che signiffica con forze unite…

Le città del Tirolo sono le seguenti:
Riva, Arco, Alla, Rovereto, Trento, Bolzano, Bresanone, Lienz, Inspruck, Kufstein, Vitz, Pichil, Chiusa, Merano, Haal, Batemperek, Bruneck, Sterzns, Glurns, Franznfeste.

Autora

Olimpia Rasom
Redadora

Cresciuda te Fascia, vive a Busan con chi de ciasa. Me piasc scriver de fémenes, contar sia stories, cognoscer sia vites. Da canche é scomenzà mia enrescida per l dotorat su la eles ladines, no é più lascià lò de scriver con eles. Mete adum ence documentars e reportage per la tv, no demò su la fémenes, e mete a jir picola enrescides e evenc.

Nata e cresciuta in val di Fassa, ora vivo a Bolzano ... >>