Le più belle dichiarazioni d’amore
(in vista di San Valentino)

Le statistiche dicono che ci si innamora tre, al massimo quattro volte nella vita, perlomeno seriamente. Statisticamente dunque abbiamo tre, al massimo quattro possibilità di dichiarare il nostro amore, ma sempre statisticamente parlando non ci è dato sapere quante persone si possono innamorare di noi. In teoria, potremmo ricevere, nel corso della nostra vita, una marea di dichiarazioni d’amore. Se siete giovani non fatevi illusioni; se siete sopra i quaranta sapete già che non succede, sempre che non siate una gran bella donna. E se siete come me, sopra i quaranta e per niente “gran”, non rimane altro che accontentarci delle dichiarazioni d’amore delle altre, quelle raccolte nei libri, viste nei film.
Ce ne sono tantissime che ci hanno accompagnato in questi ultimi trent’anni, che ci hanno alleggerito una giornata pesante, che ci hanno fatto passare la luna storta e che ci hanno fatto perfino vivere – perlomeno per il tempo di una serata – in un’altra vita (e in altra compagnia...).
Se siete nate dopo gli anni ’60 la lista delle dichiarazioni che ci hanno fatto battere il cuore è lunga e quelle che citerò sono solo alcune di quelle che hanno fatto storia.
Per quanto riguarda il cinema, ritengo Nora Ephron (1941-2012), sceneggiatrice di New York, la migliore (o una delle migliori) a far parlare di amore i protatonisti. I suoi film li conosciamo tutte: “Insonnia d’amore”, “Affari di cuore”, “Julia and Julia” ma soprattutto “C’è posta per te”. Ve lo ricordate? Quando lui, Fox (Tom Hanks) va da lei (Meg Ryan), ammalata (niente di che, solo un brutto raffreddore) e le dice: “Non dire nulla, perchè potresti pentirtene”, e il ghiaccio fra loro si ammorbidisce fino a sciogliersi completamente quando si ritrovano una bellissima giornata di primavera su quel bel ponticello di Central Park (a New York, e non può essere altrimenti) e lei gli dice: “Speravo proprio che fossi tu”.
"Pretty Woman" è stato un must e se siete come me l’avrete visto sicuramente anche voi almeno cento volte (è il film ideale quando si devono stirare montagne di bucato e la voglia è sotto lo zero). Lui (miodio, Richard Gere) vuole sistemarla in un bel appartamento con una bella rendita in modo da toglierla dalla strada e farla sua. Lei che capisce che non c’è differenza, e rifiuta. Lui chiede a lei che cosa vuole (gli sembrava di aver già fatto tanto) e lei dice: “Voglio la fiaba” (voleva dire: voglio un uomo che mi ami, cretino!). E così in effetti finisce, come deve finire nelle fiabe. Pur di non perderla, che diamine. Il sorriso di Julia Roberts è per me il più affascinante del cinema degli ultimi 30 anni.
In "Notting Hill" è lei che fa la dichiarazione. Siamo a Londra: lei è un’attrice affermata e va da lui, nella sua botteguccia di libri a Notting Hill. Lui è Hugh Grant (un po’ imbranato ma carino); lei gli porta addirittura un quadro originale di Chagall (quello degli sposi!) e gli dice: “Il fatto è... il fatto è... “ Lui: “Qual è il fatto?”... Lei: “Oggi devo andare via ma mi chiedevo... mi chiedevo.. se non andassi, se rimanessi ancora un po’ e tu mi lasciassi venire da te, per vedere se ti piaccio ancora?”. Lui (ora molto imbranato e poco carino) dice: “Posso rispondere di no alla tua gentile domanda?”. Per fortuna che poi riesce a sistemare la faccenda, altrimenti sarebbe stato da strozzare (anche se Hugh Grant).
E per rimanere fra le dichiarazione di donne, vogliamo citarne una (delle tante) di Bridget Jones? La dichiazione meno romantica (detto perfino da lui, il nostro amato Mark Darcy) ma da non perdere. Nel secondo film (“Che pasticcio, Bridget Jones!”), quando, dopo essere stata in prigione in Thailandia Bridget (Renée Zellweger), va da lui (Colin Firth), bagnata fradicia (ma siamo a Londra e succede) e in una sala piena di ministri e avvocati (sono andata apposta alle Royal Courts of Justice di Londra per vedere quegli spazi, ma non mi hanno lasciata entrare, che ingiustizia!) e lei davanti a tutti dice: “Ecco, volevo dire all’avvocato Darcy che ho saputo di tutto il lavoro che ha fatto per tirarmi fuori dalla prigione. Volevo anche dirgli che so che la sua ragazza è lesbica e che deve sapere che l’ho sempre amato, l’amo e l’amerò per sempre e che se lui vuole io sono disponibile a vederlo, sempre che lui lo voglia”. Detta così fa ridere ma il finale fa addormentare in pace con il mondo.
Un’altra dichiarazione che ha fatto la storia è quella di Meredith a Derek di "Grey's Anatomy" e viceversa. Lei gli dice: “Puoi scegliere, o lei o me. Io sono sicura che lei è una gran donna ma vedi, io ti amo a dismisura, voglio che mi piaccia la musica che piace a te, voglio lanciarmi dalla montagna più alta (ecc. ecc.) per questo: prendimi, sceglimi, amami!” Dopo un po’ lui le dirà: “Non mi metterò in ginocchio, non ti farò nessuna domanda. Io ti amo Meredith Grey e voglio passare il resto della mia vita con te”.

Alla fine, vedete anche voi, a riprendere in penna le dichiarazioni che hanno fatto la nostra storia, ne esce che le più belle sono fatte da donne. Gli uomini dicono di sì o di no, a seconda di come va il film. Forse che loro non hanno/sentono (più) bisogno di farle?

Bel San Valentino!

Autora

Olimpia Rasom
Redadora

Cresciuda te Fascia, vive a Busan con chi de ciasa. Me piasc scriver de fémenes, contar sia stories, cognoscer sia vites. Da canche é scomenzà mia enrescida per l dotorat su la eles ladines, no é più lascià lò de scriver con eles. Mete adum ence documentars e reportage per la tv, no demò su la fémenes, e mete a jir picola enrescides e evenc.

Nata e cresciuta in val di Fassa, ora vivo a Bolzano ... >>