Da trent’anni mi occupo di bambini particolarmente dotati e della didattica a loro più adatta, tracciandone il profilo cognitivo ed emotivo (vedi Eurotalent Italia). Recentemente ho aperto agli adulti. Tanti adulti oggi scontenti sono stati bambini non riconosciuti nelle loro doti. A tanti è stato impedito di sviluppare i propri doni intellettivi e artistici. I bambini le cui doti intellettive e artistiche sono state non riconosciute, o negate, o proibite, sono molto spesso gli adulti scontenti di adesso. E molti soffrono un lavoro che non soddisfa. Tracciarne il profilo serve a resuscitare interessi, possibilità di nuove realizzazioni e soddisfazioni. E anche, semplicemente, di gioia. Spesso i ragazzi non sanno scegliere consapevolmente università e orientamento nel lavoro. Vedo tanti ragazzi che, dopo la scuola secondaria, non sanno scegliere. Molti vanno per esclusione: ”non mi piace la matematica...non mi piacciono le lingue...”; molti seguono suggerimenti senza riflettere, molti ancora vanno dietro agli amici. É chiaro che manca la conoscenza di sé, la consapevolezza della realtà, la visione di un progetto. E il desiderio. Se tutto questo non è stato favorito da scuola, famiglia, ambiente, un profilo accurato e stimolante può essere decisivo. Sui tanti guai che, a scuola e nella società, affliggono i bambini ad alto potenziale intellettivo, ha scritto e detto tanto! (vedi “Bambini ad altissimo potenziale intellettivo”, ed. Erickson).
IL VALORE DEI TEST Sono sempre attuali le discussioni sulla validità dei test cognitivi (Q.I.). Chi sostiene che siano inutili o dannosi, chi invece ci crede. La verità è altrove. I test sono un tentativo di capire misurando. Quelli che determinano il quoziente intellettivo danno una valutazione delle capacità di ognuno nei diversi linguaggi della nostra mente, valutate rispetto alla media delle persone della stessa età e nelle stesse posizioni geografiche. Si considerano i linguaggi che si possono “misurare”: ad esempio la logica, la percezione spaziale, l’abilità visuomotoria, la percezione visiva, i diversi tipi di memoria... Ogni valore è determinato attraverso una serie di giochi o domande; le risposte sono poco influenzate dalla preparazione. Ma il risultato dipende moltissimo dalla qualità di chi porge il test. Perché e come il risultato dipende talora in modo decisivo dalla qualità di chi porge il test
  • Il rapporto
La relazione che si stabilisce fra chi dà e chi riceve il test è fondamentale. Timore, ansia, antipatia, poca empatia, possono ridurre i risultati anche di molto.
  • L’intelligenza e la creatività del testista
Talora una risposta può risultare “sbagliata”, ma è frutto di pensiero creativo. Se chi porge il test non lo intuisce, segna un errore, senza approfondire e verificare se la persona è anche capace di dare la risposta più banale.
  • L’empatia
Bisogna comprendere le reazioni comportamentali di chi sta rispondendo. Talora, soprattutto nei bambini, le risposte sono sbagliate per una sfida, o per protagonismo, o perché il bambino è stufo. Bisogna intuire queste situazioni e saperle gestire.
  • Le note al test
Attraverso il lavoro testistico si possono notare elementi fondamentali, non compresi nei parametri del test. Ad esempio il pensiero creativo, la musicalità, gli entusiasmi bloccati, l’empatia, l’orientamento verso gli altri. I procedimenti più indicati per esaltare i “doni”.
  • L’esperienza
  • Per una valutazione e “somministrazione” corrette, è assai importante l’esperienza. É importante la sua entità, la sua durata nel tempo, la sua specificità.
  • Quantità: quanti più test si sono fatti, tanto maggiore è la raffinatezza di interpretazione.
  • Durata nel tempo: chi porge i test da molto tempo ha il “polso” dei cambiamenti e del susseguirsi delle tendenze, che più che la correttezza influenzano il tenore delle risposte e il contenuto di quelle libere.
  • Specificità: in particolar modo per quanto riguarda il profilo delle persone ad alto potenziale intellettivo è molto importante una lunga esperienza specifica, data la particolarità delle loro prestazioni.
  • Creatività: solo chi è capace di pensiero creativo lo può riconoscere e apprezzare
  • Formazione alla didattica ed elasticità: per comprendere le linee di formazione più adatte a ognuno
  • Sensibilità artistica: per “vedere” doni artistici
Traccio - su appuntamento – il profilo cognitivo ed emotivo per tutte le età. Il servizio è a pagamento (per info: fmormando@gmail.com).

Autora

Federica Mormando
Collaboratrice

Psichiatra e psicoterapeuta, lavora a Milano. Presidente di Eurotalent Italia che rappresenta al Consiglio d’Europa, si occupa anche, dagli anni ’80, di bambini e ragazzi ad altissimo potenziale intellettivo, per cui ha fondato l’unica scuola in Europa. Ha insegnato alla LUB e in altre Università italiane e ticinesi. Giornalista, ha collaborato con quasi tutte le testate nazionali, con il ... >>