E dire che molte di noi ladine siamo abituate a far quadrare le cose, ma credetemi, Donatella ci batte tutte e anche con facilità. Noi magari ci vantiamo di essere in grado di fare la spesa per 10? 20? 50 persone? o forse anche 100? Forse le più brave di noi ce la fanno anche per 200? Lei è abituata a fare la spesa, cibo e bevande comprese, per 5000 persone. Proprio così.
La storia professionale di Donatella, cuoca stellata, inizia a Cavalese negli anni ’60 guardando una trasmissione tv, che, dice lei, in tutta Italia “forse erano in 8 a guardarla”. Il fascino di Luigi Veronelli, allora conduttore, aveva colpito al cuore Donatella tanto da indurla a iscriversi alla scuola alberghiera locale. Così è stato che è diventata cuoca. Ha girato poi per tutta Europa quando l’Unione Europea ancora non c’era, ha imparato le lingue, ha conosciuto persone di grande valore e ha imparato a cucinare come si deve.
“Ero giovane e avevo le orecchie aperte a tutto. Assorbivo tutto da tutti. Ho accumulato un sacco di cose e soprattutto di saperi. Anche se il sapere più grande me l’ha donato mia mamma. Pensa che con mia figlia siamo alla quinta generazione di donne che vivono sole. Mi ricordo che mia madre quando ero piccola tagliava le verdure del minestrone, piccole piccole, a quadrettini tutti uguali, non prendeve mai il cuore delle verdure, sola la parte colorata. Da un mucchio di verdura ne uscivano due piatti di minestrone. Ma non ti dico che bontà! Da lei ho imparato il sapore, l’educazione al cibo, al mangiare bene, di qualità. E ti parlo di tempi dove mangiare voleva dire due etti di pasta condita male”.
“La stella Michelin del ristorante ‘L Mas del Saugo’ è stata nel contempo una grande soddisfazione ma anche una grande delusione. Forse eravamo troppo avanti con i tempi – non voglio essere presuntuosa, ma la gente a quei tempi ancora non capiva il senso di una cucina così buona e di qualità. Magari arrivavano clienti con l’elicottero… ma la gente di Fassa e Fiemme non se ne accorgeva…. Ora come ora, chi ha una stella Michelin è osannato ma negli anni ’80 non era così”.
L’esperienza del ristorante di Cavalese è stata una bella palestra per imparare come va la vita. Per fortuna Donatella sapeva, che come le aveva insegnato la madre, quando “si chiude una porta si apre un portone”. E così è stato. Dopo il ristorante con la stella, la prima nel Trentino insieme a un ristorante di Rovereto, è stata chiamata a fare da consulente per Antinori, una casa di vini che ha più di 700 anni di storia. In un attimo si è trovata nel mondo dei grandi, a confronto con persone che avevano una grande cultura e una gran tradizione in fatto di vini. Poi è andata a New York e da qui è stata chiamata per inaugurare una nave da crociera di lusso. Ma questa storia ce la facciamo raccontare da lei stessa.
“Pensa a una donna che deve coordinare 70 uomini filippini… devi provare ad immaginarti come mi guardavano e come io mi sentivo! Quando mi guardo indietro mi chiedo anch’io come ho fatto a farcela. Su questa nave ho imparato cosa vuole dire organizzazione, i numeri grandi… Quando devi pensare a 5000 pasti, tutti a cinque stelle, mica una bagatella! Per dirtene una, quando eravamo in Antartide facevamo pasta col pesto fresco tutti i giorni”.
Dopo questa esperienza ha aperto un grande ristorante a Kuala Lumpur. È arrivata qua con la sua piccola bimba di 17 mesi “non l’ho mai lasciata da quando è nata, è sempre stata con me”. Anche qui ha potuto conoscere un altro pezzo di mondo e aggiungere esperienze al suo curriculum.
Tornata in Italia, sempre per Antinori, ha girato il mondo per organizzare eventi gastronomici, aprire ristoranti, gestire cucine che avessero una qualità altissima. “Magari dovevo coordinare 60 persone. Di queste, 20 erano cinesi, 20 filippini e 20 indiani. Tutti con culture e religioni diverse. E magari nel momento clou i filippini non lavorano perché avevano il ramadan! Non si finisce mai di imparare ma mi sono sempre divertita un sacco. Complicato, certo, ma divertente, sempre!”.
Da anni ormai è consulente per Frescobaldi e cura la parte food and beverage per questa famosa casa di vini che possiede 9 castelli, 6 mila ettari di terreno e 2 mila di vigneti. Anche questa è una famiglia con una grande tradizione e una grandissima cultura. “Organizzo eventi di ogni tipo e in qualsiasi posto. Abbiamo organizzato feste a Castel dell’Ovo a Napoli, alla Gipsoteca di Firenze… lavoro con un architetto che si occupa dell’aspetto creativo. In poche ore siamo in grado di allestire una sala con piante provenienti da non so dove, strutture, statue e mobili di ogni tipo e stile. Io mi devo assicurare che il cibo e le bevande siano sempre della migliore qualità”.
Donatella non concepisce l’idea che ci siano donne che riescono a spendere più di cento euro per una crema per il viso e poi non spendono più di cinque euro per un libro di olio… Mangiare di meno forse ma mangiare bene, anche solo una fetta di pane buono bagnato da un olio di qualità soddisfa il palato e aiuta la salute. Ribadisce che questo sapere l’ha imparato da sua madre, certe finezze, certi accorgimenti… Si ricorda ancora che la sua mamma toglieva la scorza del pane affinché nei canederli ci entrasse. E a lei quando era piccola queste cose le sembravano assurde. Ricorda sua madre che le diceva “avresti dovuto conoscere la nonna, lei sì che sapeva cucinare bene ed era molto più delicata di me”. Quella cucina noi la possiamo solo immaginare ma la cucina di Donatella qualcosa di quell’antico sapere ce lo dona ancora.

Autora

Olimpia Rasom
Redadora

Cresciuda te Fascia, vive a Busan con chi de ciasa. Me piasc scriver de fémenes, contar sia stories, cognoscer sia vites. Da canche é scomenzà mia enrescida per l dotorat su la eles ladines, no é più lascià lò de scriver con eles. Mete adum ence documentars e reportage per la tv, no demò su la fémenes, e mete a jir picola enrescides e evenc.

Nata e cresciuta in val di Fassa, ora vivo a Bolzano ... >>