Silvia Giovanelli, diplomata in fotografia all’ Accademia Altieri di Roma, con specializzazione in fotografia di ritratto e di moda. Lavora per due anni come assistente di un fotografo romano, per poi tornare nella città d’origine, Bolzano, ed avviare la sua attività in uno studio fotografico nel centro storico. Ecco brevemente la sua presentazione, ma ora passiamo alla sua passione.

Silvia, come e quando nasce il tuo amore per la fotografia?
Il mio amore per la fotografia nasce alle scuole superiori, ma l interesse molto prima: mia mamma mi ha trasmesso l’amore per questa passione. Ero piccola e la vedevo munita di questi mega macchinoni con obiettivi, flash, che mi hanno sempre affascinata. Muovo i primi passi però con mio zio, artista a 360 gradi, principalmente pittore e con un occhio clinico per composizione, luci e colori. Lui mi ha insegnato tanto. Ho iniziato a fotografare con i rullini e ogni scatto contava tantissimo e studiavo per bene la foto prima di scattare. L‘attesa per il ritiro del rullino era devastante, la stragrande maggioranza delle volte, tra l‘altro, il risultato che era nella mia testa era di gran lunga differente da quello che ritrovavo poi impresso sulla pellicola. Ricordo in particolare un viaggio con mio papà in Spagna: ho scattato due rullini e mi sentivo una grande fotografa… peccato non se ne sia salvata nemmeno mezza di fotografia, un disastro!
Sono esperienze che segnano e insegnano!
Guardando il tuo sito internet (www.silviagiovanelli.it), incontriamo magnifici ritratti , soprattutto di donne. Di esse riesci a catturare tutto il fascino, ma anche la dolcezza e l’eleganza. Tu che ogni giorno, con la tua arte le scopri, le fermi nel tempo, le indaghi, cosa tenti di ritrarre, di rappresentare nelle tue foto di donne?
Sì, ritraggo principalmente donne. Amo la femminilità, la sinuosità, l’eleganza. Cerco di tirare fuori il meglio della donna che ho davanti. La donna è femminilità. Quello che cerco di fare nei ritratti è di raccontare una storia attraverso i loro occhi. Se invece si tratta di una fotografia contestualizzata, mi faccio aiutare dalla location. Io stessa mi faccio dei gran viaggi con la fantasia davanti a una mia foto fatta e finita. Capisco subito se un’immagine “funziona” appena mi appare davanti. Per me è molto importante che si crei una bella energia nel momento in cui scatto: chi ho davanti si deve fidare di me, deve riuscire a lasciarsi andare. Non è sempre facile, spesso mi ritrovo a fotografare persone conosciute pochi minuti prima. Per questo cerco sempre di conoscerle anche solo per un caffè qualche giorno prima dello shooting.
Fotografare donne, anche in momenti di intimità e di seduzione, capita con regolarità nel tuo lavoro, ma cosa ci dici invece della fotografia di nudo, o seminudo, maschile in cui ti sei dilettata ultimamente nella realizzazione del tuo ultimo progetto fotografico benefico, un calendario intitolato ”Naked for Others”, nato insieme all’ amico e sportivo Tobias Dell’Antonio, per sostenere la lotta contro la sclerosi multipla? Insomma, è raro che siano gli uomini a mettersi a nudo davanti ad un obiettivo. Quali sono state le reazioni dei diversi modelli? E come è nata l’idea?
Come ti accennavo prima cerco sempre di conoscere i miei modelli prima di ritrarli -se si tratta di nudo poi particolarmente- cosa che non successa assolutamente per questo progetto! I tempi erano strettissimi, facevamo tutto nei ritagli di tempo, ci muovevamo nei buchi liberi del mio lavoro, quello di Tobe (Tobias Dell’Antonio) e ovviamente anche dei modelli. Era già tanto riuscire a combinare gli appuntamenti! Ma questo è stato anche il bello di questo progetto, di cui fanno parte quattro dei miei più cari amici e con loro non c’è stato nessun problema. Gli altri per la stragrande maggioranza non li conoscevo, se non qualcuno di vista, e i tempi tra le presentazioni e l'“OK, spogliati!” erano brevissimi! Da parte mia non c’è stato mai imbarazzo, anche perché c’è sempre stato Tobe ad aiutarmi a dirigere i lavori. Con lui è come stare in famiglia per me, quindi è risultato tutto molto naturale. Per i modelli credo sia stato lo stesso, più o meno. Certo per alcuni l'imbarazzo c'è stato, come negarlo, ma abbiamo sempre lavorato in un'atmosfera di grasse risate, e così si alleggeriva sempre anche quel poco di imbarazzo che si era venuto a creare.

Il calendario ci mostra occhi e muscoli che parlano da sé, tra vitalità, vigore e scherzosità, ma non è solo questo. Dietro a questo progetto c'è anche la decisione di mettersi in gioco per gli altri, c'è la serietà di ragazzi che, oltre a vivere “una vita spericolata”, destreggiandosi tra sport estremi di vario genere, hanno dei valori e degli obiettivi. Ci tiene a ricordarlo “Tobe”, presidente dell’ associazione sportiva dilettantistica per sport estremi fondata nel 2011, scrivendolo bianco su nero sull’ ultima pagina del calendario con queste parole:
“E’ spesso facile sparare a zero sui giovani. La mia passione per gli sport mi ha permesso di conoscerne tanti, con passioni forti, vere, per cui fare sacrifici e per cui sanguinare le volte. Tredici di loro sono presenti in questo progetto e li voglio ringraziare perché non hanno dato solo il loro tempo, ma anche la loro immagine più semplice, più vera, più nuda.
Tutti i proventi di questo calendario andranno in beneficenza a supporto della lotta alla Sclerosi Multipla. Non dobbiamo mai dimenticare che vivere in salute e al meglio delle nostre possibilità non è soltanto una fortuna, ma anche e soprattutto una responsabilità.
Generalizzare è facile, anche a noi piace divertirci e anche noi spesso abbiamo esagerato, ma non per questo si possono condannare intere generazioni. Essere giovani quarant’anni fa non è essere giovani oggi. Per questo nel ringraziare ancora gli atleti presenti in questo progetto e la mia amica Silvia, voglio dire che nessuno mai potrà convincermi che facciamo parte di generazioni senza valori, persi, alla ricerca solo dello sballo e del divertimento frivolo. Questi atleti sono la dimostrazione dello spirito di sacrificio, responsabilità e altruismo”.

L’iniziativa ha riscosso successo anche grazie alla sua simpatia. Avete altri progetti in programma?
L’iniziativa ha riscosso un grandissimo successo direi! Sabato abbiamo avuto il piacere di versare 2250 € in favore all'Associazione Sclerosi multipla –AA- Multiple Sklerose Vereinigung l’intero ricavato, come promesso!
L’idea è nata come un gioco fra amici, poi quasi senza che ce ne accorgessimo, ha preso dimensioni ben più grandi e abbiamo scelto perciò di farlo diventare qualcosa di più.

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Autora

Roberta Lazzarotto
Collaboratrice

Fotografa, scrittrice, ballerina, cantante, attrice, scalatrice, scultrice e pittrice. Non sono nulla di tutto ciò, ma vi aspiro costantemente. Ho decisamente troppi interessi, tra i quali mi giostro in una danza tutto sommato armonica. Alla mia passione prediletta dedico i miei studi e nel frattempo mi auguro di raccogliere esperienze e conoscenze da tutto il mondo.